Lacrime di guazza sugli aghi del ginepro
si nascondono ad un sole un po’ confuso
indugiano in attesa delle ore vespertine
per refoli di vita a bagnare calici di mani.
Sugo di canicola e fatica pervaso dal rossore
messo là in disparte a colmare la dispensa
le pesche rinsecchite non hanno compagnia
e le angurie son cimeli di meriggi soffocanti.
Imbruniti visi di vacanze ormai finite
facce bianche sulle pagine di un libro
qualche piede scalzo a rincorrere la palla
finita troppo in fretta nell’angolo in cortile.
Non cambiano i pensieri della vita…
luce della sera che arriva troppo presto
frinire di cicale, un ovattato silenzio,
scuri che si chiudono all’ombra della luna.